Guttuso, ritratti ed autoritratti.

Ediz. multilingue Copertina flessibile – € 27,00

“La sicilianità di Guttuso non è folclore.” – scriveva Cesare Brandi – “Ma è quella consonanza segreta che lega alla madre, il fluido che monta da terra e per le vene risale il corpo, lo irrora come un altro sangue.” Un cordone ombelicale, quindi, che fa riemergere, nelle opere dell’artista, miti mediterranei e mercati arabi, pittori di carri e antiche consonanze musicali. La musica, amata da Guttuso, era stata sua compagna nel lungo impegno scenografico che lo aveva portato a prestare il suo pennello a più di trentacinque tra opere e balletti. Il suo amore per il teatro musicale si sarebbe spinto fino ad affrescare il soffitto del teatro Vittorio Emanuele di Messina, ricostruito, nel 1985, dopo che il terremoto del 1908 l’aveva distrutto, rappresentandovi il Colapesce, un’antica leggenda dello Stretto. Un dipinto di 170 metri quadri, che si innesta perfettamente nella idea costruttiva del nuovo teatro e ne ricopre interamente la volta. Come scrive Gioacchino Lanza Tomasi che felicemente volle quell’opera per il teatro che risorgeva dalle rovine: “un impatto cromatico […] che si presenta al visitatore, quasi una gioiosa esaltazione sensuale.”